Dieta italiana: le scelte giuste a tavola
Le regole della dieta italiana che più ricordano quelle della dieta mediterranea riguardano le scelte quotidiane davanti al banco del supermercato e ai fornelli. Sono poche, semplici da ricordare e non richiedono alimenti speciali: abbondare in vegetali, limitare i grassi saturi, condire con olio extravergine di oliva e insaporire con le erbe aromatiche invece che con il sale.
I legumi meritano un discorso a parte, perché nella tradizione italiana sono stati per secoli la principale fonte di proteine delle famiglie contadine. Fagioli, ceci, lenticchie, piselli e fave forniscono proteine vegetali, fibra e minerali a un costo molto contenuto, e abbinati a pasta, riso o pane compongono un piatto completo: la pasta e fagioli non è un ripiego, è nutrizionalmente uno dei piatti meglio costruiti della nostra cucina. Tre o quattro volte alla settimana è una frequenza ragionevole.
Sul sale vale la pena insistere, perché è il nutriente su cui in Italia si sbaglia di più: il consumo medio è circa il doppio di quanto sarebbe consigliabile, e la maggior parte non arriva dalla saliera ma dal pane, dai salumi, dai formaggi e dai prodotti confezionati. Ridurlo gradualmente è la strada giusta, perché il gusto si riabitua nel giro di qualche settimana. Chi ha problemi di colesterolo troverà indicazioni più specifiche nella pagina sui grassi nell'alimentazione.
Per insaporire le pietanze, invece, si può tranquillamente abbondare con le erbe aromatiche e le spezie: basilico, menta, salvia, rosmarino, prezzemolo, origano, aglio, curry, noce moscata, pepe, peperoncino. Sono la vera alternativa al sale e permettono di rendere gustoso anche un piatto povero, oltre ad apportare loro stesse sostanze antiossidanti. Un buon trucco è aggiungerle a fine cottura, quando l'aroma si conserva meglio.
Sono da evitare le fritture, specie se a immersione e riutilizzando più volte lo stesso olio, perché il riscaldamento ripetuto degrada i grassi e produce composti indesiderati. Meglio l'olio extravergine anche rispetto al burro o, peggio ancora, agli oli vegetali idrogenati come alcune margarine di vecchia formulazione, alla maionese e alle altre salse pronte, spesso ipercaloriche e ricche di additivi.
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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
Frutta, verdura, ortaggi e legumi: la base del piatto
Il primo consiglio è quello di abbondare in frutta, verdura, ortaggi e legumi. La raccomandazione classica è di arrivare a cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura, variando i colori: ogni tonalità corrisponde a famiglie diverse di sostanze protettive, e mangiare sempre la stessa insalata non ha lo stesso effetto di alternare pomodori, carote, verdure a foglia verde, cavoli e agrumi.I legumi meritano un discorso a parte, perché nella tradizione italiana sono stati per secoli la principale fonte di proteine delle famiglie contadine. Fagioli, ceci, lenticchie, piselli e fave forniscono proteine vegetali, fibra e minerali a un costo molto contenuto, e abbinati a pasta, riso o pane compongono un piatto completo: la pasta e fagioli non è un ripiego, è nutrizionalmente uno dei piatti meglio costruiti della nostra cucina. Tre o quattro volte alla settimana è una frequenza ragionevole.
Che cosa limitare: grassi saturi, zucchero e sale
Vanno invece limitati i cibi ad elevato contenuto di grassi saturi, come per esempio il lardo, i salumi grassi, gli insaccati e i latticini interi, oppure quelli con eccessiva aggiunta di zucchero o di sale. Non si tratta di eliminarli: si tratta di riportarli al ruolo che avevano un tempo, cioè quello di alimenti occasionali e non di presenze quotidiane.Sul sale vale la pena insistere, perché è il nutriente su cui in Italia si sbaglia di più: il consumo medio è circa il doppio di quanto sarebbe consigliabile, e la maggior parte non arriva dalla saliera ma dal pane, dai salumi, dai formaggi e dai prodotti confezionati. Ridurlo gradualmente è la strada giusta, perché il gusto si riabitua nel giro di qualche settimana. Chi ha problemi di colesterolo troverà indicazioni più specifiche nella pagina sui grassi nell'alimentazione.
Dolcificare e insaporire
In perfetta analogia con quanto previsto nella dieta mediterranea, per dolcificare sono consigliati il miele e lo zucchero di canna, comunque in dosi non esagerate, specie per chi è in sovrappeso: dal punto di vista calorico restano zuccheri, e il vantaggio rispetto allo zucchero bianco è modesto. Il consiglio più efficace è un altro, cioè abituarsi progressivamente a un gusto meno dolce, riducendo di poco per volta la quantità nel caffè o nel latte.Per insaporire le pietanze, invece, si può tranquillamente abbondare con le erbe aromatiche e le spezie: basilico, menta, salvia, rosmarino, prezzemolo, origano, aglio, curry, noce moscata, pepe, peperoncino. Sono la vera alternativa al sale e permettono di rendere gustoso anche un piatto povero, oltre ad apportare loro stesse sostanze antiossidanti. Un buon trucco è aggiungerle a fine cottura, quando l'aroma si conserva meglio.
Il condimento: perché l'olio extravergine di oliva
La dieta italiana invita a preferire, sia per la preparazione dei cibi sia come condimento, l'olio extravergine di oliva, meglio se aggiunto a crudo o scaldato a bassa temperatura. È ricco di acido oleico, un grasso monoinsaturo, e di sostanze antiossidanti che si perdono in parte con il calore. Restano comunque circa nove calorie per grammo: si misura con il cucchiaio, non a occhio.Sono da evitare le fritture, specie se a immersione e riutilizzando più volte lo stesso olio, perché il riscaldamento ripetuto degrada i grassi e produce composti indesiderati. Meglio l'olio extravergine anche rispetto al burro o, peggio ancora, agli oli vegetali idrogenati come alcune margarine di vecchia formulazione, alla maionese e alle altre salse pronte, spesso ipercaloriche e ricche di additivi.
Imparare a leggere le etichette
Già da queste semplici osservazioni è evidente come la dieta italiana, molto più di ogni altra, inviti a leggere con consapevolezza le etichette nutrizionali e, più in generale, si rivolga a consumatori che vogliano accrescere la propria coscienza alimentare. In etichetta gli ingredienti sono elencati in ordine di quantità decrescente: se lo zucchero compare tra i primi tre, il prodotto ne contiene molto. La tabella nutrizionale riporta i valori per 100 grammi, che è il modo corretto per confrontare due prodotti simili, mentre i valori per porzione dipendono da porzioni decise dal produttore e spesso lontane da quelle reali.Continua: i cibi nocivi da evitare »
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
Le altre pagine di questa serie:
La dieta italiana · Le scelte a tavola · I cibi nocivi · Il peso forma · La distribuzione delle calorie · Che cosa bere
La dieta italiana · Le scelte a tavola · I cibi nocivi · Il peso forma · La distribuzione delle calorie · Che cosa bere
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