QUANDO IL NATALE METTE TRISTEZZA
23 dic. (Laura Tirloni)
![]() Di Laura Tirloni - Durante le feste di Natale, il numero di persone che si sentono depresse inevitabilmente aumenta. Con l'ineludibile corollario di euforia collettiva, riunioni con i familiari e parenti, shopping forzato, regali talvolta poco sentiti, tanti italiani si sentono ancora più tristi e soli, laddove la spinta sociale li vorrebbe ancora più felici e sereni.
Il periodo natalizio, al contrario, vede spesso un aumento dell'incidenza di depressione, a causa del cambio di stagione e delle abitudini, della riduzione delle ore di luce e soprattutto, del confronto tra l'euforia collettiva e il proprio malessere interiore.
Il clima di “felicità a tutti i costi” tende infatti ad aggravare il disagio psichico preesistente, la persona di conseguenza tende a sentirsi diversa, esclusa, guarda in maniera pessimistica il proprio passato e si sente ancora più sola. Da qui il passo verso la depressione può essere breve.
Il Natale, poi, richiama all'unione e all'armonia familiare e, laddove questa non è presente, ciò può far sentire ancora più sbagliati ed esclusi dal rito collettivo. Ma pensiamo anche alle persone anziane, che magari si ritrovano a passare sole le festività e a quanto la solitudine possa apparire ancora più penosa in queste occasioni, che rinviano all'unione e all'armonia familiare.
In realtà il Natale, liberato da riti forzati e talvolta poco sentiti, spesso causa di stress, potrebbe rappresentare un'occasione per riappropriarsi della propria interiorità e un'opportunità di riflessione intima e autentica con se stessi.
Un periodo in cui prendersi cura di sé, farsi quei regali che magari gli altri non ci fanno, anche in termini di attenzioni e dedizione. Riuscire a volersi bene dopo tutto, è sempre il miglior regalo che possiamo farci.
|
|